Un giovane italiano nella Cina degli anni ’80 – Parte III

Tai Pan III Copertina

Scritto da Tai Pan

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Capitolo III – Shanghai, la piazza del Tai Ci Chuan

Foto 1Visione panoramica di Shanghai negli anni ’80

La mia prima notte in Cina dormii molto profondamente senza sognare nulla di particolare. Il mattino seguente nel dormiveglia sentii una voce gracchiante, che sembrava uscisse da un altoparlante, che pronunciava delle brevi parole intervallate ritmicamente fra di loro. Mi svegliai definitivamente in preda alla curiosità ed il mio sguardo corse innanzi tutto sull’orologio: erano le 06.04! In Italia a quell’ora la maggior parte della gente solitamente dormiva ancora e al massimo si sentivano i rumori degli automezzi che raccoglievano l’immondizia quindi pensai ingenuamente che i rumori che sentivo fossero dovuti alla raccolta immondizie di Shanghai.

Foto 2Nanking Road negli anni ’80

Andai alla finestra e mi trovai davanti agli occhi una scena che mi lasciò meravigliato a tal punto che ci misi un po’ a capire cosa stavo guardando; poi a mano a mano che cominciavo a capire la meraviglia fu spazzata via da una sensazione mista di ammirato stupore e crescente incredulità che mi lasciarono letteralmente a bocca aperta: nella piazza sulla quale affacciava il Park International Hotel dove alloggiavo c’erano diverse centinaia di persone, tutte vestite con la classica tuta alla Mao Tse Dong, che si muovevano con dei lenti ed eleganti cambi di posizione, lenti a tal punto che mi sembrava di vedere una scena di film a rallentatore, e tutto questo alle 6 del mattino e in pieno centro della Shanghai del 1983.

Foto 3

Non riuscivo dalla mia stanza al dodicesimo piano a distinguere bene i movimenti e la tipologia di persone per cui, ormai divorato dalla curiosità, decisi di vestirmi con quanto indossavo la sera precedente e senza neanche fare la doccia scesi di corsa nella piazza.
L’affascinante spettacolo che si presentò davanti ai miei occhi è ancora vivo oggi nella mia mente, dopo trent’anni, come se lo avessi visto solo ieri: centinaia di persone, donne e uomini, tutte di età avanzata, sicuramente oltre i sessant’anni e forse anche settanta, si muovevano ritmicamente e lentamente seguendo i comandi che venivano diffusi dagli altoparlanti, con una grazia ed un’eleganza che mi affascinarono!

Foto 4

Seppi in seguito che quello era stato il mio primo vero contatto con la millenaria cultura cinese, e più specificamente con il Tai Chi Chuan, più comunemente conosciuto come Tai Chi, uno stile interno delle arti marziali cinesi nato dalla fusione tra le pratiche meditative e quelle marziali stesse; infatti esso si basa su principi come il cercare la calma del movimento, usare il pensiero e non la forza muscolare, muoversi in modo continuo e senza interruzioni e essere vuoti ed avere la mente pronta ad unire la parte esterna con quella interna.

Foto 5

I volti di quelle persone erano calmi, distesi e trasmettevano pace e serenità! Quando si accorsero di me alcuni cominciarono a sorridere guardando ripetutamente verso di me e sentii diverse volte un termine che mi avrebbe accompagnato, come tutti gli altri stranieri in Cina, per tutti i circa 12 anni di miei viaggi commerciali in quell’affascinante paese : Gweilo, che tradotto letteralmente vuol dire “diavolo straniero”. Ebbi modo di capire che con quel termine loro indicavano tutti coloro che non erano cinesi e non sempre lo utilizzavano in modo dispregiativo perché faceva parte del loro linguaggio corrente.

Foto 6

Mi spiegarono in seguito che era tradizione nella Shanghai degli inizi anni 80 che alle prime luci del giorno nelle coppie di anziani le donne si alzassero ed uscissero di casa in pigiama con i vasi da notte per poi correre al mercato con gli occhi assonnati, mercato dal quale tornavano poi con i cesti di bambù pieni per preparare il cibo per quel giorno mentre gli uomini si alzavano stiracchiandosi e preparavano la prima tazza di thè della giornata; in queste funzioni mattutine era incluso anche il Tai Chi che avevo visto con i miei occhi incantati ed ammirati, una scena che mi aveva portato fuori dal tempo e dallo spazio.

Foto 7

Quando ritornai in me mi ricordai che ero a Shanghai per affari e quindi corsi nella mia stanza in albergo per farmi la doccia, fare colazione ed attendere che i funzionari della China National Textiles Import Export Corporation Shanghai Branch venissero a prendermi per la mia prima giornata di negoziazioni commerciali, negoziazioni delle quali vi parlerò presto nel prossimo capitolo.

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