Un giovane italiano nella Cina degli anni ’80 – Parte 5

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Scritto da Tai Pan

Se non avete ancora letto i precedenti episodi, potrete farlo cliccando sul link “Storie della mia Vita” in alto a sinistra della home-page.

PARTE 5 – LA TOILETTE

Come vi dicevo nel capitolo precedente, durante la negoziazione commerciale avevo bevuto più di una tazza di thè per cui, terminata la discussione ed approfittando del fatto che il responsabile dell’ente di esportazione del governo, quello al quale io avevo ingenuamente fatto perdere la faccia commercialmente, si era momentaneamente assentato, chiesi dove era la toilette poiché dovevo fare la pipì.

Shanghai veduta 1

Uno dei funzionari molto gentilmente mi accompagnò e mi mostrò la porta di quella che lui definì pomposamente come la toilette per gli ospiti. Ringraziai e mi accinsi ad aprire la porta senza immaginare neanche lontanamente quello che mi sarebbe accaduto. Infatti aperta la porta, che quindi non era chiusa a chiave, entrai in questo unico ambiente della toilette e mi ritrovai di fronte il responsabile dell’ente che aveva negoziato con me, si proprio quello al quale avevo ingenuamente fatto perdere la faccia, che era seduto sul water per fare la cacca!

Dopo un attimo di sgomento misto ad imbarazzo mi resi conto della puzza, appunto di cacca cosa che “avviene” direi normalmente durante l’atto in qualsiasi parte del mondo, e mi sentii dire testualmente: “Prego signor Romano si accomodi e mi scusi” mentre il signore cinese con la massima naturalezza, senza alcun imbarazzo e senza tirare lo sciacquone (!) si alzò dal water tenendosi i pantaloni all’altezza delle ginocchia e si mise lateralmente al water stesso per permettermi con molta gentilezza di fare la pipì!

Shanghai veduta 2

Senso dell’ospitalità e gentilezza estrema ma io mi sentii quasi di svenire dall’imbarazzo e sentii dal calore che avevo alle orecchie che dovevo essere diventato rosso dalla vergogna! Il signore allora fece un sorriso gentile e comprensivo come a dire “Ah questi gweilo ” e si spostò ancora verso il lavabo mettendomi così irrimediabilmente di fronte alle mie responsabilità: ero lì per fare la pipì e la dovevo fare! Cercai accuratamente di mettermi di spalle a lui perché mi imbarazzava farla al suo cospetto ma quando mi accinsi e guardai nel water fui preso dallo sconforto più totale: c’erano sul fondo i suoi bisogni, o meglio una parte dei suoi bisogni credo poiché dopo la mia interruzione e quando uscii lui rimase ancora dentro per un pò, per cui, senza tirare lo sciacquone per delicatezza nei suoi riguardi che non lo aveva fatto, tentai disperatamente di farla ma non ci riuscii poiché l’imbarazzo e la vista di quanto lui aveva depositato sul fondo del water mi bloccarono. Dopo alcuni secondi e ripetuti disperati tentativi ci rinunciai e mi ricomposi.

Shanghai veduta 3

Quando mi girai verso il funzionario cinese, che era sempre sorridente con i pantaloni abbassati all’altezza delle ginocchia, questi mi guardò con un’aria stranita e anche se non disse educatamente nulla gli lessi negli occhi “ma questi gweilo sono proprio strani!” per cui mi accinsi ad una precipitosa e indecorosa fuga dalla toilette! Mentre uscivo da quello che in quel breve spazio di tempo a me era sembrato molto simile ad un girone dantesco dell’inferno, vidi con la coda dell’occhio che il signore, scuotendo la testa probabilmente per il mio “anomalo” comportamento, si era tranquillamente seduto nuovamente sul water evidentemente per completare la sua “opera”.

Ora, chiedendovi perdono per l’argomento certamente poco nobile dei bisogni corporali e delle toilette, devo però completare il quadro con alcune brevi ma chiarificatrici considerazioni: pur essendo vero che anche in Italia a quei tempi ed oggi stesso esistevano ed esistono le toilette dei locali pubblici dove gli uomini fanno tranquillamente la pipì gli uni vicini agli altri, ma provate voi ad immaginarvi in un singolo vano toilette con un’altra persona e con una situazione come quella che vi ho descritto e ditemi se vi sarebbe risultato naturale fare la pipì senza alcun imbarazzo!

Shanghai veduta 4

Inoltre il signore cinese si era comportato con me con estremo riguardo mettendosi di lato al water per cedermelo “momentaneamente” contrariamente a quello che sarebbe accaduto in Italia dove in qualsiasi toilette la persona che era dentro avrebbe invece sentenziato ad alta voce al mio tentativo di entrare: “Occupato!”. Insomma, anche in questo caso avevo imparato qualcosa di nuovo e di totalmente diverso dai nostri modi di agire in Italia e giunsi alla conclusione che in definitiva il mio “compagno” di toilette a modo suo era stato estremamente disponibile e gentile verso di me che ero l’ospite straniero!

Ma non provate neanche a pensare che la mia prima vera giornata cinese fosse terminata qui! Ben presto nel prossimo capitolo vi parlerò del mio primo affascinante “incontro ravvicinato” con la deliziosa cucina cinese e di tutto quanto accadde durante questo mio primo pranzo ufficiale nella Cina Popolare della primavera del 1983.

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