Un giovane italiano nella Cina degli anni ’80 – Parte 6

Tai pan 6 copertinaScritto da Tai Pan

Chi non avesse ancora letto gli episodi precedenti potrà farlo cliccando sul link “Storie della mia vita” in alto a sinistra della home-page.

Il primo pranzo ufficiale cinese – Alla scoperta della deliziosa cucina della Cina Popolare

Dopo l’esilarante “incontro ravvicinato del III tipo” avvenuto nella toilette del quale vi ho parlato nell’episodio precedente, i funzionari dell’ente commerciale del governo cinese decisero di offrire a me e ad altri 2 importatori napoletani, anche loro lì per negoziazioni commerciali su prodotti tessili, un pranzo in pompa magna “arricchito” dalla presenza del direttore generale dell’ente stesso. Fino ad allora io avevo avuto occasione poche volte di mangiare in ristoranti cinesi in Italia ma devo dirvi sinceramente che il cibo cinese non mi aveva fatto impazzire di gioia… In realtà, anche se ancora non lo sapevo, stava per sbocciare un amore solido e duraturo, che dura ancora oggi come se fosse il primo giorno, fra me e quella che poi capii essere la vera e deliziosa cucina cinese! Arrivati nel ristorante ci portarono in una saletta riservata dove avevamo 2 camerieri che si occuparono esclusivamente del nostro gruppo.

sala ristorante

Vi salto i convenevoli con la ennesima tazza di thè consumata su dei divani di velluto rosso fuoco impreziositi sui braccioli e sullo schienale da dei piccoli e preziosi teli bianchi fatti ad uncinetto; lateralmente ai divani scorsi quelli che io, con stupore, credetti fossero dei vasi da notte (!) e che poi mi spiegarono essere delle sputacchiere. Mentre portavano le varie e numerose pietanze che disposero al centro del tavolo mi accorsi, non senza grandissima preoccupazione perché ero e sono assolutamente e completamente astemio, che oltre ad acqua minerale Laoshan, l’unica facilmente reperibile a quei tempi in Cina, alla Tsingtao Beer, birra prodotta appunto a Tsingtao dove i cinesi avevano imparato a farla al meglio dai tedeschi, e delle lattine di coca-cola, espressamente in nostro onore, faceva bella mostra di sé una bottiglia di Maotai, un liquore molto popolare in Cina che con il suo aspetto assolutamente chiaro e limpido poteva nel bicchiere essere anche scambiato per acqua!

Maotai

In realtà questo liquore ha una gradazione di circa 50° e per un astemio come ma sarebbe stato un disastro berlo per cui spiegai molto dettagliatamente al direttore generale, che era alla mia sinistra, il perché io non potessi berlo e quindi fui molto gentilmente esentato dal farlo per i brindisi di rito ai quali partecipai comunque ma con la coca-cola(!). Fra le varie pietanze uno dei 2 altri italiani invitati con me, quello che come me era al suo primo soggiorno cinese, scorse quelle che, come lui disse in italiano rivolgendosi a me ed all’altro italiano che sorrise emblematicamente ma non disse nulla, secondo lui erano delle mozzarelline di bufala!!?! Ora provate voi ad immaginare se nel 1983, con la globalizzazione che era ancora lontana negli anni e con la Cina ancora chiusa verso l’estero, se si poteva mai immaginare una cosa del genere! Tentai di spiegare a questa persona, la quale entusiasta diceva che erano espressamente in onore degli ospiti napoletani, che secondo me era impossibile che fossero quello che lui diceva ma lui ne prese una che aveva nel piatto e la portò a fatica alla bocca con le tradizionali “posate” cinesi. Feci uno sforzo sovrumano per non scoppiare a ridere quando vidi la sua espressione sconcertata quando la addentò! In realtà erano delle prelibate piccole meduse di forma tondeggiante che con un pò di fantasia potevano anche somigliare a delle mozzarelline di bufala…

tavola e pietanze

Comunque durante quell’indimenticabile primo pranzo ufficiale in Cina Popolare scoprii quanto era veramente prelibata la cucina cinese, a differenza di quella che avevo gustato prima di allora nei ristoranti cinesi in Italia e cominciai a pensare che il proverbio cinese che diceva “Prima pensa a mangiare e poi a vestirti” non fosse realmente nato negli anni del “grande balzo in avanti” lanciato da Mao e che purtroppo procurò una carestia che costò milioni di vite umane ma che invece avesse tratto origine dalla prelibatezza della cucina cinese, insomma un pensiero superficiale tipico di un Gweilo come me!

preparazione in cucina

Scoprii la salsa di soia Kikkoman, che ancora oggi trovo nei supermercati italiani con lo stesso identico contenitore affusolato in vetro con il dosatore di plastica rossa di allora e che uso correntemente durante i miei pasti.

Kikkoman_soysauce

Identificai definitivamente, fra le tante pietanze di tutti i tipi, la mia vera passione, i cosiddetti “ravioli” cinesi, gli Jiaozi: da quelli fritti a quelli cotti a vapore, fino a quelli semplicemente bolliti, con imbottitura di carne, di pesce e di verdure.

ravioli a vapore

guotie

Imparai che il galateo cinese prevedeva che spine e lische di pesce, ossicini di carne e tutti gli altri eventuali “residui” della masticazione delle varie pietanze fossero regolarmente accumulati sul tavolo lateralmente al proprio piatto e non nello stesso, che emettere un rutto a bocca aperta a tavola era un normale segnale di quanto si stesse gustando il cibo. E tutto questo, credetemi senza voler fare della ironia fuori luogo e che non avrebbe alcun senso, mi permise di iniziare ad aprire la mia mente verso usi e costumi completamente diversi da quelli che conoscevo creando in me quella fonte inesauribile di entusiasmo che provavo poi ogni volta che dovevo ripartire dall’Italia per la Cina.

ravioli cinesi 4

Concluso il lungo pranzo, tornammo negli uffici per definire altri aspetti importanti della negoziazione della mattina e verso le 16.30 terminammo il tutto. Ma verso le 17, orario di chiusura di tutti gli uffici, che allora erano tutti pubblici/governativi poiché non esisteva l’iniziativa privata, avrei scoperto un altro incredibile ed indimenticabile aspetto della Cina Popolare del 1983: gli autobus di Shanghai, l’enorme massa di persone che uscendo dal lavoro cercava di prenderli ed il metodo pazzesco, che poi vi racconterò, che la Municipalità della Shanghai di quel tempo aveva ideato per permetterglielo al meglio (!) e vi racconterò anche la fuga/scomparsa in mezzo a questa massa dell’altro ospite italiano, quello che già visitava la Cina da tempo, che ricomparve poi più tardi in albergo spiegando a me ed all’altro importatore che lo ascoltavamo increduli, quello che aveva fatto nelle circa 2 ore della sua “scomparsa”, 2 ore durante le quali io e l’altro italiano avevamo lungamente discusso dell’eventualità di andare a denunciare alle autorità l’assenza di questa persona che noi pensammo anche che fosse stata rapita!. A presto con l’episodio 7 delle avventure di Tai Pan!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...